sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale!


«A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio»...
Con queste parole dell’Evangelista Giovanni, mai troppo ascoltate e vissute, voglio augurare a ciascuno di voi, cari amici e fratelli, un buon Natale del Signore Gesù.
Dio Padre donandoci suo Figlio ci fa il regalo più grande e quello di cui abbiamo maggior bisogno: sapere di non esser soli, di avere un Padre che ha cura di noi, che ci rende suoi figli se accogliamo suo Figlio.
Non un Padre che semplicemente ci preserva dalle difficoltà o che libera da ogni pericolo imminente (quale genitore non vorrebbe avere questo potere nei confronti dei figli?), ma un Padre che vuole che lo amiamo con cuore di figli e che ci riconosciamo come fratelli.
Non lo nascondo: sono le parole più scontate del mondo, della serie «Vogliamoci bene...».
Ma ditemi quale altro destino ha una persona se non quello di riconoscere in se stesso qualcosa che lo trascende, che lo supera, che lo spinge fuori di sé?
I tempi non sono facili, mille problemi e preoccupazioni ci spaventano, ci atterriscono, ci soffocano... Non è la fine del mondo, ma la fine di “questo” mondo, come qualcuno ha scritto, opulento, gradasso, che ha fatto un uso spropositato delle proprie risorse e che ora non è più in grado di sostenere se stesso (ricordate quando durante il Giubileo del 2000 il Papa chiedeva a più riprese che fosse condonato il debito che i paesi poveri del Terzo Mondo avevano nei confronti dell’Occidente?).
Stiamo pagando caro il nostro stile di vita, e penso che ancora dovremo affrontare difficoltà.
Che fare?
Una sola cosa: imparare ad amare, imparare a costruire, passo dopo passo, gesti di solidarietà.
Io li ho visti in voi proprio in questo anno: nonostante la crisi abbiamo spedito circa seimila euro per le Missioni, abbiamo adottato una quarantina di bambini in Asia e in Africa, abbiamo raccolto con la Caritas Parrocchiale tonnellate di pasta, di zucchero, di conserva, di prodotti per i bambini, per svariate migliaia di euro.
C’è stata una gara di solidarietà per venire incontro ai nostri fratelli bisognosi... Tutto questo ha fatto la generosità di tantissime persone!
Queste cose mi piace ricordare in questo Natale: il vostro amore non è mancato, anzi!
Certo assieme a questo dobbiamo chiedere in dono al Signore il coraggio e la determinazione per rendere la nostra comunità sempre più accogliente, perché ciascuno possa scoprire il suo posto in essa, in Oratorio, nella catechesi, nelle associazioni, ma anche nel semplice “essere parrocchiani”, sentirsi parte attiva di questa famiglia.
Dovete essere orgogliosi di appartenere a questa famiglia, dove i ragazzi crescono, gli anziani trovano accoglienza, gli adulti si mettono d’impegno in mille modi.
La Chiesa è questo e vorrei che ciascuno si sentisse felice di farne parte e lavorasse con frutto per testimoniare il regno di Dio.
A Natale vorremmo essere tutti più buoni... io direi: A Natale siamo tutti un po’ più figli di un unico Padre e fratelli tra noi.
Il Figlio di Dio, facendosi uomo, ha disgregato il muro di divisione che c’era tra gli uomini, ha fatto pace tra il Cielo e la terra, dando senso al nostro vagare e al nostro desiderare.
È venuto anche per te che soffri, per te che sei in difficoltà, per te che sei solo, per te che sei ammalato, per te che entri ed esci dagli ospedali, per te che sei giovane e non vedi speranza per il tuo futuro.
Ti chiede di accoglierlo, ancora e sempre, perché possa diventare figlio.
Ti chiede di accoglierlo, ancora e sempre, perché tu possa riscoprire la tua famiglia, possa sentirti parte di un corpo più grande che è la Chiesa, e possa in esso trovare perdono, riposo e consolazione.
Lui è la nostra consolazione, Colui che si è fatto vicino all’uomo solitario per dargli la gioia.
Impariamo a consolare anche noi, a star vicino a chi è solo e non trova senso e motivo di vita.
Gesù ha costituito una comunità perché non è possibile vivere la fede da soli: come mi ha scritto un amico nel farmi gli auguri: «Che bello, abbiamo un Salvatore, non dobbiamo fare tutto noi!».
Impariamo a consolarci a vicenda, invece che recriminare e accusarci.
Impariamo da Lui, dal Santo Bambino di Betlemme, la grazia dell’essere figli.
E forse scopriremo che anche i nostri problemi e le nostre difficoltà non ci spaventeranno troppo, perché sapremo con chi condividerle, perché sapremo a chi affidarle, perché vivremo abbandonati a un Padre che ripone in noi tanta fiducia.
È Natale anche per te, coraggio, non temere!
Vieni Signore Gesù, vieni ancora tra noi!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dio fa il tifo per la gioia dell'uomo, ed è pronto a sostenerla e a darle significato, così come è pronto a sostenerne il dolore. Il Natale è l'eterno "Presente!" che Dio pronunzia all'appello dell'uomo, gioioso o sofferente. Il risuonare di questa risposta accompagni tutta la nostra vita: è il migliore augurio che possa fare a tutti voi. Buon Natale!
Torietoreri

max ha detto...

Auguri di Buon Natale e felice anno nuovo :)